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Quei meno di 10 mln di utenti satellitari, che corrispondono agli abitanti della Lombardia, costano parecchio ad un fornitore di servizi di media audiovisivi sat

Satellite a terra? Il 2021 potrebbe diventare l’annus horribilis per la tv via sat in Italia per una serie di concause, probabilmente irreversibili. Vediamole insieme.
Allo stato la fruizione satellitare in Italia avviene sostanzialmente attraverso due piattaforme: Sky e Tivusat, che, nel 2020, si sono divisi quasi equamente meno di 10 mln di utenti (circa 4,6/4,8 mln Sky e 3,4/4,5 mln Tivusat). I telespettatori che fruiscono della tv satellitare con decoder diversi da quelli dei due aggregatori citati sono, infatti, divenuti una quota insignificante.

Quei meno di 10 mln di utenti satellitari, che corrispondono agli abitanti della Lombardia, costano parecchio ad un fornitore di servizi di media audiovisivi sat. Dopo il progressivo crollo dei costi della capacità trasmissiva sul DTT cui abbiamo assistito negli ultimi anni, possiamo dire che il rapporto costo/telespettatore tra sat/digitale terrestre può arrivare fino a 3:1 (a seconda degli operatori di rete).

Cioè, raggiungere (meno di) 10 mln di utenti sat costa fino al triplo che farlo sul DTT. E ciò se consideriamo i multiplexer nazionali. Se allarghiamo a quelli locali, la competizione è ancora più agguerrita. E beninteso, a parità di qualità trasmissiva. Già questo, pertanto, potrebbe essere un deterrente per i fornitori di contenuti che volessero optare per la veicolazione esclusiva sulla TV via satellite.

Fonte: newslinet.com

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