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FIEG: lettori hanno sostituito ormai articoli con “estratti molto brevi”. Su tale nozione occorre concentrarsi

La battaglia degli editori sulla direttiva copyright si concentra sulla nozione di estratti molto brevi. Che, ormai, in definitiva, spesso sostituiscono gli articoli in quanto – come abbiamo avuto modo di far notare più volte su queste pagine – il lettore non va oltre. Al punto che, secondo gli analisti, entro il 2023 vedremo un vero e proprio stravolgimento del modello di fruizione delle news, in particolare a riguardo dei podcast.

La posizione della FIEG sugli estratti molto brevi

Così la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali): “Sulla nozione di estratti molto brevi, occorre che la nozione sia individuata in modo da non pregiudicare la libera circolazione delle informazioni né l’efficacia dei diritti previsti dalla direttiva, nella convinzione che se l’uso dell’estratto molto breve ha una funzione sostitutiva della pubblicazione o comunque dispensa il lettore dal far riferimento ad essa rappresenta una evidente violazione del diritto connesso“.

Nessuna porzione di pubblicazione potrà mai essere qualificata come estratto molto breve se idonea a comunicare, seppur sinteticamente, il contenuto dell’articolo

“Tutti i tentativi di ricondurre l’estratto molto breve a parametri certi e definiti – ad esempio individuando un certo numero di caratteri/battute dell’estratto – devono tener conto del fatto che nessuna porzione di pubblicazione potrà mai essere qualificata come estratto molto breve laddove sia tendenzialmente idonea a comunicare, seppur sinteticamente, il contenuto dell’articolo in questione”.

Algoritmi malandrini

È plausibile ritenere, infatti, che una volta stabilito un qualsiasi limite quantitativo, esso possa essere facilmente superato da procedure automatizzate di selezione degli estratti (algoritmi) che avrebbero l’effetto di svuotare il diritto connesso e pregiudicare così i diritti degli editori.

Nozione quantitativa di estratti molto brevi

Anche FIEG, insieme ad EMMA ed ENPA, ribadisce, pertanto, l’approccio adottato finora da tutti gli Stati membri, nessuno dei quali ha stabilito una nozione quantitativa o un limite specifico di caratteri per definire la nozione di estratti molto brevi, ha spiegato la FIEG nella sua audizione presso le Commissioni riunite Giustizia e Lavori pubblici, Comunicazioni del Senato, in merito allo Schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva copyright.

Diritto connesso

Con riferimento al diritto connesso in favore degli editori di giornali sugli utilizzi online dei loro contenuti editoriali da parte delle piattaforme di condivisione dei contenuti e delle imprese di media monitoring e rassegne stampa, la FIEG ha espresso “apprezzamento per l’impianto generale della normativa di recepimento, teso a garantire l’effettività dell’esercizio del diritto riconosciuto dalla direttiva europea, la quale demanda ai singoli Stati membri proprio il compito di assicurarne in concreto l’applicazione”.

Australian News Media Bargaining Code

Anche le associazioni della stampa europea (ENPA, l’Associazione europea degli editori di giornali ed EMMA, l’Associazione europea degli editori di periodici) hanno sostenuto la normativa italiana di recepimento, rilevando come il decreto introduca “strumenti che rafforzano il diritto connesso degli editori di giornali, tra cui un meccanismo di ‘negoziazione assistita’, ispirato all’Australian News Media Bargaining Code adottato all’inizio di quest’anno, che mira a garantire l’effettivo esercizio del diritto da parte degli editori”.

In collaborazione con: newslinet.com

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