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Al loro posto il live streaming commerce, che in Cina nel 2021 è già valso 115 miliardi

Se vi ponete la domanda “Chi guarderà mai una diretta streaming commerciale (live streaming commerce)?”, chiedetevi piuttosto come è possibile che da quarant’anni milioni di utenti continuino (anche se sempre meno) a seguire le televendite.
La novità, che fa il paio con la tendenza alla sostituzione degli spot radio con gli annunci di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, si presenta come destabilizzante per l’adv TV. E non solo.

QVC Italia sperimenta il live streaming commerce

Ora il live streaming commerce è arrivato anche da noi, attraverso il colosso QVC Italia (espressione locale del canale televisivo statunitense fondato nel 1986 da Joseph Segel su 3 principi: Quality, Value, Convenience, di cui la sigla QVC è acronimo), che l’ha lanciato con l’app likeQ.

Piatto ricco, mi ci ficco

Il piatto del resto è molto ricco: nel mercato dove il modello è nato e si è consolidato negli ultimi sei anni, quello asiatico, il live streaming commerce nel 2021 è valso 115 miliardi di euro. Rappresentando ben oltre un terzo di tutti gli acquisti via social media (esattamente il 37,4%).

61% delle transazioni social nel 2023

E che, nel 2023, si stima raggiungerà quasi il 61% delle transazioni social (per 245,4 miliardi di euro).

Collazione di metodologie

Come è possibile che il live streaming commerce abbia così tanto successo? Probabilmente perché si tratta di una abile collazione di metodologie ampiamente consolidate sul web.

Influencer in luogo di teleimbonitori

A partire dall’impiego di influencer in luogo dei televenditori, passando per il modello dei tutorial, che illustrano le modalità di utilizzo (e quindi le peculiarità) di un prodotto, per arrivare alla possibilità di interagire (veramente, non in forma simulata come quasi sempre accade con le televendite) con i promotori del bene posto in vendita (ponendo like, dislike, domande ed effettuando condivisioni e recensioni).

Rischi di azzeramento del magazzino

La potenza del live streaming commerce, se correttamente utilizzato (a partire dalla piattaforma che lo ospita, che deve garantire la sostenibilità degli accessi e dalla disponibilità di somministrazione on demand, con la formula catch-up), si misura con i rischi che comporta. Come quello di svuotare in breve il magazzino mettendo in difficoltà le vendite attraverso altri canali (retail fisico in primis).

La lezione di Netflix

In prima posizione sul nuovo business ci sono Tik Tok e Amazon, ma è probabile che questa volta i broadcaster non commettano l’errore di sottovalutare la novità, come avevano fatto con lo streaming video on demand consentendo a Netflix di diventare un gigante in maniera del tutto indisturbata. Oppure con lo streaming audio on demand, che, con la stessa indifferenza dei player radiofonici, ha reso Spotify il più grande concorrente della Radio.

Televendita su Wikipedia

Intervenendo nella prospettiva che entro 10 anni le televendite saranno un metodo di vendita archiviato su Wikipedia come un modello primordiale di live streaming commerce.

Il commerce live streamer ideale

Ma, spiegano gli esperti, “non tutti possono fare live streaming commerce con successo”. Secondo uno studio del Journal of marketing, il presentatore ideale deve essere un “carismatico personaggio (un influencer, ndr) in grado di dissimulare le emozioni durante la presentazione del prodotto, mantenendo una credibile equidistanza, bannando gli estremi partendo dalla espressione. Senza ridere, ma anche senza apparire triste”. Come il conduttore del telegiornale, insomma.

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In collaborazione con: newslinet.com

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