Omnicanalità, fidelizzazione, machine learning, prossimità, sostenibilità

Il consumatore del futuro è già arrivato. Più dell’80% dei nuovi prodotti vengono scoperti online dai consumatori e il 20% del fatturato offline è trainato da prodotti che comunicano sostenibilità. Negli ultimi mesi più di 1 italiano su 3 ha comprato un prodotto da un brand diverso rispetto al solito.

Il consumatore al Tiendeo Summit

Con l’obiettivo di analizzare in profondità il ruolo del digitale nella trasformazione del settore retail, Tiendeo.it ha organizzato con successo la prima edizione del Tiendeo Summit, evento gratuito con la partecipazione di NielsenIQ, Google Cloud, Facebook, Retail Institute, IAB e COAL. L’evento, in formato 100% online, si è svolto in 5 mercati e ha visto confrontarsi grandi professionisti del settore sulle nuove tendenze, tecnologie e strategie utili a connettere con un consumatore sempre più mutevole e sempre più digital, e con l’obiettivo di aiutare i retailer ad adattarsi a una congiuntura volatile e in costante evoluzione a partire dalla trasformazione digitale.

10 anni in pochi mesi: +43% di famiglie hanno effettuato un acquisto online nel 2021

I dati post pandemia mostrano il cambio epocale avvenuto per necessità: la trasformazione digitale a ogni livello e in ogni settore ha fatto un salto di dieci anni in pochi mesi, stravolgendo non solo il modo di operare, ma soprattutto il modo di pensare degli italiani. Da un giorno all’altro ci si è trovati ad affidarsi al digital come unico strumento in grado di mantenere attiva la possibilità di lavorare, comunicare, avere delle relazioni, acquistare. A conferma di ciò i dati apportati da Jerry Franzoni, Store Audit, NielsenIQ, che dichiara che l’e-commerce ha raggiunto numeri incredibili: +43% di famiglie effettuato almeno un acquisto online nel 2021 rispetto al 2020.

L’e commerce è solo la punta dell’iceberg

Ma non è tutto, perché “l’e commerce è solo la punta dell’iceberg. Tutta la parte sommersa è rappresentata dall’omnicanalità, perché il consumatore che andiamo a fidelizzare acquista sia online che offline.”

Comprendere abitudini digitali del consumatore

“Molti brand – aggiunge Stefania Lorusso, direttrice editoriale del gruppo Edizioni DM – hanno già capito che la vera chiave del successo non è la semplice corsa alla digital transformation, ma quella di riuscire a cogliere, interpretare e trasformare in esperienze le nuove aspettative e le abitudini digitali imposte dalla pandemia, accompagnando il cliente nella costruzione del suo new normal”.

Semplicità e personalizzazione. La chiave per la fidelizzazione

“Parlando di fidelizzazione, da un lato il 74% dei consumatori a livello globale è interessato a provare un servizio se si riconosce nei valori proposti, dall’altro il consumatore è sempre meno fedele: in Italia negli ultimi mesi più di 1 persona su 3 ha comprato un prodotto da un brand diverso rispetto al solito.
Il consumatore post pandemia attento a tempi consegna e resi immediati, semplicità navigazione, acquisto real time e omincanale. Da quando hanno chiuso i negozi fisici è venuta meno la fedeltà al brand, si cerca ciò di cui si ha bisogno indipendentemente da chi lo fornisce”.

L’82% delle persone ci dice che scopre nuovi prodotti sulle piattaforme di Facebook

Al centro del dibattito, il consumatore e l’importanza centrale della customer experience, che si basa su due elementi fondamentali: semplicità e personalizzazione, come spiega Roberto Acquaviva, Sector Lead Digital Natives – Commerce di Facebook Italia, che si interroga su come gestire la customer experience. I retailer devono capire quali sono i comportamenti e le nuove aspettative dei consumatori. Ad esempio, il prezzo è un elemento fondamentale, infatti il 74% guarda coupons e sconti per l’acquisto di beni e consumi.

Il negozio offline ha un ruolo transazionale e l’online sempre più esperienziale

L’82% delle persone ci dice che scopre nuovi prodotti sulle piattaforme di Facebook” Ma non è tutto. “A rafforzare il legame emotivo con il consumatore sono community, influencer e creator. In Italia ci sono 27 milioni di persone che fanno parte di un gruppo Facebook, più di 3 milioni fanno parte di gruppi istituiti a livello locale per fronteggiare l’emergenza Covid.

Da quando i punti vendita fisici hanno chiuso, i consumatori sono improvvisamente diventati meno fedeli a un solo Brand

Le persone volevano ciò di cui avevano bisogno, indipendentemente da chi lo forniva. In Italia negli ultimi mesi più di 1 persona su 3 ha comprato un prodotto da un brand o rivenditore diverso rispetto al solito. Il consumatore post pandemia è attento a tempi di consegna e resi immediati, semplicità di navigazione, possibilità di acquistare in qualsiasi momento e da ogni canale”. Machine Learning.

I prodotti giusti al momento giusto

Durante il periodo della pandemia Google Cloud ha riscontrato cambiamenti volti soprattutto a promuovere l’efficienza operativa e i processi di trasformazione dell’azienda, dando il via a un’accelerazione che prima sarebbe stata impensabile. Secondo Gianluigi Marchetti, Head of Corporate Retail, Google Cloud Italia, lo smart working ha portato a una crescita di interazione azienda/consumatori, e incrementato la collaborazione digitale all’interno delle aziende.

Se prima della pandemia il driver che spingeva le imprese a spostarsi online era il risparmio economico, oggi è la necessità di trasformazione che tutte le aziende devono affrontare

Il mondo del retail deve pensare a nuovi modelli di ingaggio del consumatore in un’ottica di omnicanalità estesa, perché il consumatore è diventato unico rispetto ai diversi touch point, virtuali e fisici. È essenziale che avvenga un processo di trasformazione interno, con sistema di machine learning che aiuti a prevedere la domanda e posizionare i giusti prodotti nel giusto momento di fronte ai giusti consumatori.

Come sfruttare e integrare nella strategia il Proximity commerce

Con la pandemia, un altro cambiamento importante riguarda gli spostamenti effettuati per raggiungere i punti vendita. Jaume Molins, Country Manager Italia di Tiendeo, analizza la situazione per capire come sfruttare il trend e integrarlo nella propria strategia. “Gli spostamenti sono sempre meno lunghi, e il consumo di mobile arriva anche a sei ore giornaliere in Italia. Per questo è importante mettere in atto una strategia locale digital, integrare algoritmi per riconoscere quello che interessa a un pubblico locale con un sistema di machine learning in tempo reale. È una strategia semplice da implementare che dipende dalle caratteristiche del retailer”.

Sostenibilità: consumatori sempre più green. E il volantino?

Riguardo alla sostenibilità, Jerry Franzoni fa notare come il 2019 rappresenti un anno di grande sensibilizzazione: per la prima volta nella ricerca annuale sulle preoccupazioni emerge al quarto posto il riscaldamento globale. A questo si aggiunge che il 20% del fatturato offline è trainato da prodotti che comunicano in modo chiaro principi di sostenibilità. Trend che continua con la pandemia, come mostra il dato sui prodotti cura casa green, che nel 2020 hanno visto un aumento del +32%.

In italia siamo molto affezionati al volantino cartaceo, saremo pronti ad abbandonarlo?

Durante la pandemia vi fu un importante calo delle copie stampate, ma a fine 2020 torna ad essere uno strumento centrale per la pianificazione della spesa. “Da un punto di vista ambientale si cerca di limitarne l’uso, ma è un formato che il consumatore apprezza. Tuttavia è importante trovare soluzione alternative, come ad esempio la distribuzione via Whatsapp che facciamo con Facebook. Viene data sempre più importanza al magazine digitale, e si fa posto al volantino dinamico, con un algoritmo di machine learning che rende i prodotti customizzati secondo cliente e un feed che cambia in tempo reale”, afferma Jaume Molins, sostenitore dell’integrazione online e offline per un’esperienza unica e globale.

Omicanalità

L’omnicanalità sarà sempre più spinta nei prossimi anni, per trovare il modo giusto di intercettare il consumatore, personalizzando al massimo i messaggi. Pensiamo alle campagne drive to store, che rappresentano un modo di fare convogliare il canale digitale in quello fisico, sempre nell’ottica di avere come unico punto di riferimento il cliente.

Il podcast di Newslinet della settimana

In collaborazione con: newslinet.com

In tempo reale di 400 emittenti online

Web Radio Italiane, il primo aggregatore che raggruppa solo emittenti online italiane, ha scelto Statcast come piattaforma per le statistiche di ascolto in tempo reale. Statcast è una app alla quale abbiamo più volte prestato attenzione su queste pagine sviluppata dalla software house romana Meway, che può vantare una lunga esperienza in ambito radiofonico e nel settore dello streaming.

Le 400 emittenti di Web Radio Italiane

In forza dell’accordo concluso con Meway, le oltre 400 emittenti collegate a Web Radio Italiane potranno usufruire, gratuitamente per un periodo iniziale e per emittenti fino a 100 utenti contemporanei, di una gran quantità di dati e analisi minuto per minuto, “utili per verificare il numero e la provenienza degli ascoltatori, per pianificare meglio la propria programmazione e anche per fornire indicazioni precise alle agenzie e agli inserzionisti pubblicitari”, spiega una nota esplicativa di Web Radio Italiane.

Servizi innovativi

“Abbiamo scelto Statcast per il tipo di offerta tecnologica, per l’affidabilità nell’elaborazione dei dati e per la trasparenza nella gestione della privacy, più di qualsiasi altra piattaforma disponibile ad oggi sul mercato”, ha dichiarato Max Fuoky, fondatore e amministratore di Web Radio Italiane. “Statcast consentirà alle emittenti a noi collegate di ottenere una serie di servizi innovativi particolarmente utili per lo sviluppo del loro canale e del business pubblicitario”.

Le info di Statcast

Numerose sono le informazioni che Statcast è in grado di fornire in tempo reale agli editori di web radio, tra cui: numero degli utenti unici e delle sessioni; provenienza geografica degli utenti; picchi di ascolto e di sessioni; tipologia del device digitale utilizzato dall’utente (pc fisso o mobile), browser e sistema operativo; media di ascolti nel quarto d’ora, giornaliera, settimanale e mensile; tasso medio di permanenza; classifica degli aggregatori e delle directory da cui viene ascoltata la radio; analisi del gradimento per singolo programma o fascia oraria; classifica dei brani musicali più e meno graditi dagli utenti per fascia oraria, con picco di ascolti o di abbandoni; storico della trasmissione di singoli brani musicali.

No Bot

La piattaforma è anche in grado di distinguere gli accessi e le sessioni dei veri utenti da quelle dei bot, gli speciali programmi automatici che monitorano quanto accade nel web. La funzionalità che però caratterizza la piattaforma riguarda la generazione dei dati aggregati per gli editori che producono più canali online. “Uno strumento unico, al servizio anche di agenzie pubblicitarie”, continua la nota.

Quadro preciso per gli editori

“Siamo lieti di poter fornire i servizi di Statcast alle centinaia di emittenti collegate a Web Radio Italiane”, ha dichiarato Francesco Triolo, amministratore unico di Meway. Gli editori delle varie radio online potranno avere così un quadro preciso e dettagliato delle performance della propria emittente, in modo da poter adattare ed eventualmente correggere il palinsesto, ma soprattutto fornire dati che mirano a diventare di riferimento per il mondo dello streaming a supporto della pianificazione pubblicitaria. Statcast è in continua evoluzione e cresce con l’aiuto dei feedback dei suoi utenti più attenti. L’ultima funzionalità che abbiamo introdotto, particolarmente apprezzata, è il sistema di monitoraggio del silenzio per segnalare eventuali disservizi della messa in onda del proprio canale”.

In collaborazione con: newslinet.com

Parere sul nuovo TUSMAR

C’è un giudice a Berlino. Anzi, a Roma. Anche se solo nell’esplicazione delle proprie attribuzioni consultive e non giurisdizionali. Il Consiglio di Stato ha infatti reso il parere sul nuovo TUSMAR (Testo unico dei servizi media audiovisivi e radiofonici). Condivise molte delle critiche che avevamo ospitato su queste pagine, evidentemente oggettive. Tra le più importanti: il rischio degli spegnimenti degli impianti FM incompatibili con le emissioni estere. Netto il Consiglio di Stato: “Possibili ricadute negative, anche economiche, sulla concorrenza, con particolare riguardo alla radiofonia soprattutto locale e alle imprese italiane, spesso di piccole e medie dimensioni, che operano in questo settore, che vedrebbero sacrificata la loro attività in ragione della tutela, ritenuta prevalente, dell’interesse dei paesi radio-elettricamente confinanti”.

Con il parere n. 1582/2021, pubblicato ieri, la Sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato si è pronunciata sullo schema di decreto legislativo contenente le modifiche al TUSMAR in attuazione della Direttiva UE 2018/1808. Qui il documento integrale.

Condivisibile remissione ad Agcom

Condivisa la scelta di rimettere gran parte della disciplina attuativa all’Autorità di regolazione di settore, l’AGCOM, raccomandando l’avvio di una prassi di leale collaborazione, come già avvenuto con l’ANAC per il codice appalti.

Migliorare concorrenza

Il parere del Consiglio di Stato suggerisce al legislatore miglioramenti in relazione al rapporto con la disciplina regionale e ai richiami al principio di concorrenza.

Precisare meglio ragioni di ampliamento ambito locale radiofonico

Con riguardo alla nuova delimitazione dell’ambito locale radiofonico (raddoppio – con effetti di impatto regolatorio rilevanti – dell’attuale soglia di copertura dal 25 al 50 per cento) la Sezione rileva come tale previsione non risulti espressamente sorretta da uno specifico criterio di delega né da disposizioni della direttiva.

Troppo generica tutela dignità umana

Troppo generiche sono state giudicate le prescrizioni dirette ai fornitori di servizi in ordine al “rispetto della dignità umana” e “dei principi e dei diritti” di cui alla legge n. 633 del 1941. La Sezione, in proposito, pone l’accento sulla tutela delle persone diversamente abili.

Bene risoluzione stragiudiziale controversie tra utenti e FSMA/piattaforme

Positivo il giudizio sulle procedure per la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra utenti e fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici e tra utenti e fornitori di piattaforme. La Sezione chiede al Governo di valutare la possibilità di introdurre adeguati strumenti di monitoraggio al fine di poter progressivamente affinare i rimedi e adattarli alle esigenze emerse dalla prassi applicativa.

Misure contenimento livello sonoro nelle pubblicità non attuate

Il Consiglio di Stato segnala poi che non risulta attuato il criterio di delega secondo il quale occorre “prevedere apposite misure per il contenimento del livello sonoro delle comunicazioni commerciali”. La Sezione riconosce sul punto che il Governo può discrezionalmente decidere di non esercitare, per taluni punti o riguardo a determinati criteri direttivi, la delega conferita dal Parlamento, ma ricorda che quest’ultimo aveva espressamente chiesto di arginare la diffusa tendenza degli operatori del settore di trasmettere i messaggi pubblicitari con un volume sonoro decisamente più alto rispetto a quello della trasmissione o del programma nei quali il messaggio è inserito, formulando a tal fine un apposito criterio direttivo molto chiaro, puntuale e specifico.

Razionalizzazione frequenze FM rischia di penalizzare comparto radiofonico….

Quanto alla progressiva razionalizzazione dell’uso delle risorse frequenziali in tecnica analogica in particolare al fine di eliminare o minimizzare situazioni interferenziali con i paesi radio-elettricamente confinanti (nelle more dell’adozione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica analogica) la Sezione richiama l’attenzione del Governo sulle possibili ricadute negative, anche economiche, sulla concorrenza.

…soprattutto locale

con particolare riguardo alla radiofonia soprattutto locale e alle imprese italiane, spesso di piccole e medie dimensioni, che operano in questo settore, che vedrebbero sacrificata la loro attività in ragione della tutela, ritenuta prevalente, dell’interesse dei paesi radio-elettricamente confinanti.

FSMA e produzione di opere europee

Per i fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta, che hanno la responsabilità editoriale di offerte rivolte ai consumatori in Italia, anche se stabiliti in altro Stato membro, il parere ricorda che, ai sensi della direttiva, si può ad essi chiedere di contribuire finanziariamente alla produzione di opere europee con contributi proporzionati e non discriminatori. Sul punto, il parere osserva che devono tuttavia essere precisati i casi in cui le prescrizioni non si applicano ai fornitori di servizi di media aventi sede in altri Stati membri (ad es., perché aventi un fatturato o un pubblico di modesta entità). Il Consiglio di Stato ritiene che vadano poi coordinate le disposizioni in modo da chiarire che, tra le opere europee, una sotto quota di investimento sia riservata a opere cinematografiche di espressione originale italiana ovunque prodotte da produttori indipendenti negli ultimi cinque anni.

Mediaset

Il parere condivide l’impostazione della nuova disciplina a tutela del pluralismo delle fonti di informazione, che fornisce attuazione alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (causa C-719/18), Vivendi SA contro AGCOM e nei confronti di Mediaset s.p.a. Il Consiglio di Stato auspica, tuttavia, una riconsiderazione della figura della “nullità” per tutte “le operazioni di concentrazione e le intese”. Tale previsione generale potrebbe non essere giustificabile in tutti i casi, alla luce dell’introduzione di un ampio potere di apprezzamento tecnico-discrezionale, riservato all’Autorità, sulla base di meri indici orientativi di rilevazione della sussistenza di “posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo”.

Comunicazione politica

Il Consiglio di Stato rammenta che vanno chiariti alcuni aspetti relativi al filtro nell’accesso alla programmazione in favore dei partiti e dei gruppi rappresentati in Parlamento, dei Consigli regionali, delle organizzazioni associative delle autonomie locali, dei sindacati nazionali, delle confessioni religiose, dei movimenti politici dotati di un sufficiente grado di rappresentatività. In particolare dev’essere precisata la modalità per determinare il criterio del “sufficiente grado di rappresentatività”.

RAI

Il parere chiede di specificare meglio le ragioni per le quali si sono ampliati i requisiti di accesso alla candidatura per l’elezione del componente del consiglio di amministrazione espresso dall’assemblea dei dipendenti della RAI Radiotelevisione italiana S.p.A. Nell’ambito dell’adeguamento della normativa vigente, si invita il Governo a valutare se tra le cause ostative all’accesso alla carica di membro del consiglio di amministrazione o alla sua conservazione debba essere introdotto il riferimento anche ai commissari straordinari del Governo, in sintonia con quanto previsto dalla legge sul conflitto di interessi (legge n. 215/2004), e se, nel procedimento di revoca dei componenti del consiglio di amministrazione, vada qualificato l’intervento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi come vero e proprio parere e non più come valutazione.

Agcom

Quanto alle previsioni su Agcom, ad avviso della Sezione il suo nuovo potere sanzionatorio in materia di violazioni delle norme sul diritto d’autore deve essere precisato e coordinato con le sanzioni esistenti. Oltre alle sanzioni a tutela dei minori, deve essere chiarito che le violazioni in materia di tutela dei diritti fondamentali e di accessibilità è sanzionata da Agcom anche nel caso in cui tali violazioni non riguardino i minori.

Precisazioni su sanzioni

“Deve essere infine precisato che Agcom applica le sanzioni non più con riferimento alle posizioni dominanti, ma con riguardo alle posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo – scrive il CdS nel parere – In questa prospettiva, anche i poteri sanzionatori di AGCOM concernenti i servizi di piattaforma per la condivisione di video vanno raccordati con il diverso grado di specificità dei vari precetti. In termini generali, andrà operata una revisione della entità delle sanzioni, anche nel loro limite massimo, che tenga ragionevolmente conto del valore e del tipo di bene di volta in volta tutelato, allo scopo di assicurarne, da un lato, la portata deterrente e, dall’altro, l’idoneità a contribuire ad un adeguato e coerente sviluppo del mercato dell’audiovisivo, secondo i criteri di proporzionalità, ragionevolezza ed efficacia“.

In collaborazione con: newslinet.com

Ne è convinto Bezos che lancia Amazon nel mercato dei televisori

Mentre in Italia il Ministero dello Sviluppo Economico si prepara ad avviare la procedura di attribuzione degli LCN, successivamente alla conclusione del processo di selezione dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA), le cui domande per la definizione delle graduatorie areale scadranno domani, 21/09/2021 (salvo per la regione Marche, il cui termine è il 05/10/2021), Jeff Bezos si accinge a rottamare il telecomando.

Bezos produttore di televisori….

Il colosso dell’e-commerce (e non solo, ormai) Amazon entra in competizione coi produttori dei televisori, lanciando una propria linea innovativa di tv da 43 e 75 pollici. Si parte dagli USA e dal Canada, dove la società di Jeff Besoz ha presentato Fire TV Omni, che integra lo stick Fire e tecnologia vocale nella tv connesse.

… senza telecomando

Si tratta, all’evidenza, di un televisore senza telecomando (o comunque dove quest’ultimo ha un ruolo marginale) e che costituirà (più di quanto lo sia già oggi) il centro dell’entertainment indoor con un all-in-one per streaming, tv via cavo (ed etere?), musica, giochi, viceoconferenza, ecc.

Alexa centro dell’entertainment

Attraverso l’interazione con l’intelligenza artificiale di Alexa, il tv di Amazon potrà essere pilotato anche se spento. E, soprattutto, non sarà necessario ricordare il numero del canale (LCN), potendo il programma essere identificato anche col nome o col suo specifico contenuto (singola trasmissione).

Cambiamento del modello di fruizione della tv

Una sfida per la revisione del modello classico di fruizione dei programmi televisivi che nei primi mercati colonizzati potrebbe portare al superamento dell’utilizzo del telecomando entro 5 anni.

Il podcast di Newslinet della settimana

In collaborazione con: newslinet.com

Primi due rilasci del nuovo Trimestre Mobile disponibili dal 21/09/2021

Per fornire una visione aggiornata dell’andamento della radio, la società Tavolo Editori Radio che cura l’indagine TER, ha deciso di aumentare il numero di rilasci disponibili al mercato relativi alle metriche Giorno Medio e AQH (06:00-00:00) del totale mezzo producendo speciali elaborazioni sui dati raccolti in corso di rilevazione. I primi dati disponibili dal 21/09/2021.

Fotografia positiva elaborazioni dell’ascolto radiofonico con progressivo ritorno alla normalità

“La fotografia che emerge dalle nuove elaborazioni dei dati relativi al trimestre mobile mostra con chiarezza la spinta del ritorno alla normalità, che ha visto una particolare accelerazione negli ultimi mesi e che continua a crescere. In un contesto molto dinamico e di profonde trasformazioni, durante il quale si stanno sviluppando nuove consuetudini, la radio rimane un riferimento solido nelle abitudini di consumo e fruizione”, osserva il Presidente di TER Federico Silvestri.

Nuovi strumenti per analisi più approfondite

Che aggiunge: “Il Consiglio di Amministrazione di TER ha voluto con forza e determinazione dare una prima risposta al mercato fornendo un nuovo strumento di monitoraggio ed analisi che consentirà di avere a disposizione una fotografia ancora più profonda e puntuale degli andamenti delle audience”.

Rilasci elaborazioni Trimestre Mobile domani

I primi due rilasci del nuovo Trimestre Mobile saranno disponibili da martedì 21/09/2021 e saranno consultabili sul sito web di TER.
In particolare, le elaborazioni fanno riferimento a due periodi compresi tra il secondo trimestre 2021 e il terzo trimestre 2021: il primo periodo va dal 27/04/2021 al 05/07/2021 (Trimestre mobile 5‐7) con 29.326 casi ed il secondo periodo va dal 18/05/2021 al 26/07/2021 (Trimestre mobile 6‐8) con 28.425 casi.

Tendenze

I due Trimestri Mobili registrano entrambi un aumento in termini di ascolto sia nel Giorno Medio che nell’AQH rispetto al secondo trimestre 2021, ovvero l’ultimo dato pubblicato.
A fronte infatti di una stima pari a 33.444.000 ascoltatori nel Giorno Medio nel secondo trimestre 2021, il Trimestre Mobile 5‐7 vede un aumento dell’1,5% (33.940.000) che raggiunge il 2,2% (34.167.000) per il Trimestre Mobile 6‐8.

AQH

Analogo discorso vale per la metrica AQH, per la quale nel secondo Trimestre 2021 è stata pubblicata una stima pari a 5.981.000 ascoltatori nel quarto d’ora medio. Il Trimestre Mobile 5-7 vede un aumento del 3,3% (6.180.000) e il Trimestre Mobile 6‐8 registra un incremento pari al 5,7% (6.322.000). Nell’analisi di queste audience si rileva inoltre che i dati riportati dai primi due Trimestri Mobili sono in aumento anche l’uno rispetto all’altro.

In collaborazione con: newslinet.com

Cosa ci possiamo aspettare nelle prossime decisive settimane?

Il termine per la presentazione delle domande per i fornitori di servizi di media audiovisivi locali (FSMA) è scaduto ieri. Ora il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà processare i dati delle diverse centinaia di istanze pervenute entro le 24:00 del 21/09/2021 ed inserire i richiedenti (non esclusi) in graduatorie areali. Indi, il dicastero dovrà avviare le procedure pubbliche di negoziazione della banda disponibile sui mux di primo e secondo livello (in quest’ultime si collocano molte delle speranze di sopravvivenza nelle aree congestionate per numero di FSMA) fino all’esaurimento della stessa.

Accaparramento di capacità trasmissiva

Il che, naturalmente, avverrà molto velocemente a seguito delle alzate di mano dei primi posizionati per punteggio, considerato l’incomprensibile vincolo del taglio minimo di 1,5 MB per FSMA (elevato dal Mise dall’iniziale 1 MB fissato da Agcom).

Incoerenza federale e tecnica

Una quantità di banda assolutamente incoerente sia con la necessità di favorire il pluralismo dei fornitori di servizi di media audiovisivi locali (situazione che porterà sicuramente notevole imbarazzo nella Lega, di cui il ministro allo S.E. Giancarlo Giorgetti è vicesegretario, appunto, “federale”), sia con l’evoluzione tecnologica, che consente già ora di veicolare con formati H264 e 265 contenuti di sufficiente qualità anche con quantità di banda inferiore ad un mega e mezzo.

Associazione LCN

Successivamente, il Mise dovrà avviare le procedure per l’associazione agli utilmente collocati (cioè i soggetti che saranno riusciti ad ottenere capacità trasmissiva fino al completamento della stessa) dei logical channel number (LCN).

Le simulazioni degli scenari areali del blocco LCN pregiato

Nodo gordiano, quest’ultimo, considerato che da alcune simulazioni effettuate incrociando per ogni area tecnica gli attuali occupanti LCN del blocco cosiddetto “pregiato” (10/19) con le più recenti graduatorie dei contributi ex DPR 146/2017 (sulla base di requisiti basati in gran parte sui medesimi criteri dei bandi FSMA e delle future procedure per l’abbinamento degli LCN) ci potrebbero essere alcuni clamorosi avvicendamenti.

Avvicendamenti di fornitori di servizi media audiovisivi nel blocco pregiato 10/19

Cioè soggetti che storicamente occupano il blocco 10/19 che potrebbero scorrere su LCN a due cifre del blocco successivo. E FSMA che, viceversa, potrebbero salire, colonizzando in maniera innovativa l’area pregiata della numerazione del telecomando. Di fatto determinando la chiusura di alcuni marchi consolidati da ultraquarantennale presenza nell’etere locale.

Magma

Il tutto, ovviamente, al netto degli inevitabili ricorsi alla giustizia amministrativa, che renderanno magmatica la situazione, con prevedibili continui assestamenti lungo anni. Già a lungo visti nel decennio scorso, tra diritti d’uso, LCN e contributi. Con pesanti ipoteche sul futuro delle imprese televisive locali.

In collaborazione con: newslinet.com

A fronte di comunicazione istituzionale su misure anti Covid

Il ministro Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto che destina ulteriori 20 milioni di euro in favore delle emittenti radiotelevisive locali che si impegnano a trasmettere messaggi di comunicazione istituzionale, con l’obiettivo di informare i cittadini e le imprese sulle misure introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid e rilanciare l’economia del Paese.

Fondo per le emergenze

Per sostenere questa iniziativa, è stato infatti disposto il rifinanziamento del Fondo per le emergenze relative alle emittenti locali, che era stato istituito al Ministero lo scorso anno.

Impegno a trasmettere comunicazione anti Covid

In particolare, il decreto individua i criteri per ripartire le risorse alle emittenti radiotelevisive locali, commerciali e comunitarie, che dovranno impegnarsi a programmare la trasmissione di un numero definito di messaggi di comunicazione istituzionale anti Covid.

Le modalità per le domande

Con un successivo provvedimento ministeriale saranno, invece, rese note le modalità di presentazione delle domande e pubblicati gli elenchi delle emittenti radiotelevisive locali, già individuate dall’articolo 195 D.L. 34/2020.

Il podcast di Newslinet della settimana

In collaborazione con: newslinet.com

Il nodo della successione DAB+/FM

La successione DAB+/FM è uno dei temi più controversi dello schema di decreto legislativo che novellerà il superato TUSMAR (D. Lgs. 177/2005), il cui esame si concluderà da parte delle commissioni parlamentari domani.

L’analisi dei contributi

Ci avviamo alla conclusione dell’analisi di alcuni dei contributi esposti dagli stakeholder in occasione dell’incontro del 09/09/2021 al Ministero dello sviluppo economico sul futuro della radiofonia, attraverso prospettive di adeguamento normativo del comparto nell’ambito dell’approvazione del decreto legislativo in attuazione della direttiva (UE) 2018/1808, che novellerà il datato (16 anni) TUSMAR (Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici Digitali). Il testo è all’esame parlamentare da parte delle relative commissioni, che concluderanno l’iter domani (16/09/2021).

La ratio dell’incontro

La riunione, voluta dalla sottosegretaria allo S.E. Anna Ascani, in conseguenza del dibattito mediatico sviluppatasi a fine luglio dopo lo scoop di NL sul contenuto del testo di riforma dell’attuale TUSMAR, si è essenzialmente incentrata sulla ventilata ipotesi di uno switch-off DAB+/FM, sullo sviluppo di quest’ultima piattaforma e sulla attualissima e controversa questione delle interferenze internazionali in modulazione di frequenza. Tuttavia il consesso telematico ha permesso di recepire anche tutta una serie di contributi a riguardo delle novelle normative introdotte nello schema di decreto legislativo.

L’esame di merito

Attraverso i primi due articoli avevamo esposto la posizione di Confindustria Radio Tv ed una iniziale serie dei contributi formulati da Consultmedia, le cui restanti osservazioni inoltrate dalla struttura di competenze a più livelli in ambito radiotelevisivo pubblichiamo tra oggi e domani. Oggi ci concentriamo sull’art. 50 (Gestione dello spettro elettromagnetico e pianificazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione terrestre) del testo.

L’art. 50 e la successione DAB+/FM

Il comma 10 dell’art. 50 dello Schema recita: “L’Autorità adotta il piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica analogica, tenendo conto del grado di sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale. Nelle more di una effettiva diffusione della radiodiffusione sonora in tecnica digitale e dello sviluppo del relativo mercato, il Ministero, in coordinamento con l’Autorità, procede ad attività di ricognizione e progressiva razionalizzazione dell’uso delle risorse frequenziali in tecnica analogica in particolare al fine di eliminare o minimizzare situazioni interferenziali con i paesi radio-elettricamente confinanti, ed incoraggiare l’efficiente uso e gestione delle radiofrequenze, tutelando gli investimenti e promuovendo l’innovazione”.

Ambiguità

“La norma non è scevra di ambiguità. Anzitutto, sulla base di quali condizioni si definisce il “grado di sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale”, assumendo, ovviamente, che il comma 10 dell’art. 50 del prossimo TUSMAR sia esclusivamente riferito al DAB+?“, spiega l’avvocato Stefano Cionini, senior partner di Consultmedia, mettendo il dito nella piaga della controversa successione DAB+/FM

I device e la diffusione

“Dalle autoradio installate sulle auto immesse sul mercato ? Oppure dal numero di emittenti attive in DAB+ su un numero congruo di impianti per copertura? Prendere l’uno senza l’altro, condurrebbe a delle errate valutazioni, atteso che al momento solo le emittenti nazionali sono sostanzialmente stabilmente diffuse su una quota superiore all’85% della popolazione italiana”, continua il legale.

2023-2024

“Si dovrà quindi acquisire a riferimento il quadro successivo all’affermazione della radiofonia digitale. Cioè, molto probabilmente, dopo il 2023-2024, quando, quello che l’atto del governo sottoposto a parere delle commissioni parlamentari definisce al comma 10 dell’art. 50 una “effettiva diffusione della radiodiffusione sonora in tecnica digitale” e lo “sviluppo del relativo mercato. Sennonché, in questi, presumibili, due anni, il Ministero , dovrà effettuare una ricognizione ed una progressiva razionalizzazione delle frequenze FM per eliminare o minimizzare le interferenze verso gli stati confinanti”, puntualizza l’interlocutore di Consultmedia.

Frequenze e interferenze

“Prima considerazione: cosa significa procedere ad una razionalizzazione delle frequenze? L’antico documento sull’applicazione dell’art. 1 cc. 4 e 5 della L. 122/1998 definisce “razionalizzazione”, “qualsiasi intervento tecnico finalizzato alla razionalizzazione della rete di diffusione dell’emittente”. In altri termini, un intervento sul numero di impianti componenti la struttura di rete. I cosiddetti impianti ridondanti, quindi. Che poi, realmente abbondanti non lo sono mai, come noto.

Ridondanza

Peraltro, l’ultimo capoverso del c. 10 dell’art. 50 precisa che il Ministero dovrà “incoraggiare l’efficiente uso e gestione delle radiofrequenze, tutelando gli investimenti e promuovendo l’innovazione”. La formulazione sembra ridondante. Tuttavia, siccome una norma non può essere ripetitiva nella sua formulazione, è evidente che l’incoraggiamento all’uso efficiente delle radiofrequenze non può essere la ripetizione del precedente comando a procedere alla razionalizzazione. Tanto più che esso si accompagna alla garanzia di una tutela degli investimenti ed alla promozione dell’innovazione. Pare quindi quanto mai opportuna una precisazione o una riformulazione”, conclude Cionini.

In collaborazione con: newslinet.com

Dati molto positivi, migliori anche del 2019. Ecco cosa si aspetta il player in futuro

Mediaset: nel 1° semestre 2021 crescono in modo sostenuto i ricavi pubblicitari (in Italia la raccolta è in aumento per il quarto trimestre consecutivo) e migliorano sensibilmente risultato operativo e utile netto, mentre diminuisce l’indebitamento e cresce la generazione di cassa. Anche durante i due mesi estivi di luglio e agosto, la raccolta pubblicitaria del Gruppo si è mantenuta positiva rispetto allo stesso periodo sia del 2020 che del 2019.

Stima per 3° trimestre allineata a dati 1° semestre 2021

Sulla base della visibilità attuale, l’andamento positivo della raccolta pubblicitaria su TV, radio e digital in Italia “dovrebbe confermarsi anche a livello complessivo di terzo trimestre, con un dato progressivo dei primi nove mesi superiore a quello del 2020 e del 2019. Sotto il profilo editoriale, nel corso della stagione autunnale Mediaset punta a rafforzare ulteriormente sia la propria offerta televisiva che quella in streaming attraverso il potenziamento dei contenuti sportivi (Champions League) della piattaforma Mediaset Infinity”.

Le variabili

L’aspettativa del gruppo è che anche nei prossimi mesi la ripresa economica in atto dovrebbe sostenere l’andamento del mercato pubblicitario e in particolare quello del segmento televisivo. Con una precisazione: “Tale scenario potrà essere meglio valutato nel corso delle prossime settimane, monitorando l’evoluzione dell’emergenza sanitaria, attualmente ancora condizionata dalla diffusione di alcune varianti del virus, ma lentamente avviata verso una progressiva normalizzazione in virtù del continuo avanzamento delle campagne vaccinali”.

Analisi di merito del 1° semestre 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Mediaset ha approvato all’unanimità la Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2021.
“Pur in un contesto ancora condizionato dall’emergenza pandemica sia in Italia sia in Spagna, il Gruppo Mediaset ha chiuso il primo semestre 2021 con un significativo incremento dei propri risultati, non solo rispetto al pari periodo 2020 ma anche in confronto al primo semestre 2019 non ancora colpito dagli effetti Covid”, spiega una nota del gruppo.

Ricavi pubblicitari

“Crescono in modo sostenuto i ricavi pubblicitari (in Italia la raccolta è in aumento per il quarto trimestre consecutivo) e migliorano sensibilmente risultato operativo e utile netto, mentre diminuisce l’indebitamento e cresce la generazione di cassa.
Da segnalare anche l’efficace controllo dei costi di gestione: l’andamento è in leggera crescita sul primo semestre 2020 – congelato dal primo lock-down – ma decisamente inferiore rispetto a quelli del pari periodo 2019″, continua il comunicato sui risultati del 1° semestre 2021.

I principali risultati economico-finanziari del 1° semestro 2021

I ricavi netti consolidati ammontano a 1.387,2 milioni di euro rispetto ai 1.166,4 milioni dello stesso periodo del 2020. In Italia, i ricavi si attestano a 963,7 milioni di euro a fronte dei 791,3 milioni del primo semestre precedente. In Spagna sono stati registrati ricavi per 423,6 milioni di euro rispetto ai 375,1 milioni dello stesso periodo del 2020.

Costi operativi complessivi

I costi operativi complessivi (costi del personale, altri costi operativi, ammortamenti e svalutazioni) si attestano a 1.188,5 milioni di euro rispetto ai 1.134,7 milioni del primo semestre 2020. In Spagna sono stati pari a 319,8 milioni di euro rispetto ai 286,2 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente per via dell’acquisizione dei diritti del Campionato Europeo di Calcio Euro 2020. In Italia si sono attestati a 869,1 milioni di euro, in leggero aumento rispetto agli 848,9 milioni del primo semestre 2020 bloccato dal lockdown, ma in netta diminuzione rispetto ai 962,9 milioni dei costi dello stesso periodo 2019.

EBIT del 1° semestre 2021

L’Ebit di Gruppo è positivo per 198,7 milioni di euro – a fronte dei 31,7 milioni dello stesso periodo 2020 – in crescita anche rispetto ai 191,6 milioni del 2019. L’Ebit in Italia è stato pari a 94,6 milioni di euro, migliore non solo rispetto alla perdita operativa del primo semestre 2020 (-57,6 milioni di euro) ma anche del dato 2019, positivo per 39,3 milioni. In Spagna l’Ebit ha raggiunto 103,8 milioni di euro rispetto agli 88,9 milioni del pari periodo 2020.

Risultato netto

Il risultato netto di Gruppo è positivo per 226,7 milioni di euro rispetto alla perdita di -18,9 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Si segnala che l’utile netto consolidato è migliore anche rispetto a quello del primo semestre 2019 (102,7 milioni di euro). Il dato 2021 comprende due elementi straordinari: la plusvalenza generata nel secondo trimestre 2021 dalla partecipata al 40% EI Towers (attraverso la cessione di Towertel) e i dividendi frutto della partecipazione in ProsiebenSat1. Ma anche escludendo queste due ultime componenti il risultato netto 2021 si conferma superiore a quello 2019.

L’indebitamento finanziario netto consolidato nel 1° semestre 2021

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 30 giugno è calato a 731,7 milioni di euro rispetto al dato di inizio periodo (1.064,4 milioni di euro). Escludendo le passività rilevate a partire dal 2019 ai sensi dell’IFRS 16 e gli investimenti oggetto della partecipazione in ProsiebenSat.1, l’indebitamento finanziario netto consolidato è pari a 222,0 milioni di euro rispetto ai 473,6 milioni del 31 dicembre 2020.

Free cash flow

La generazione di cassa caratteristica (free cash flow) è cresciuta a 274,7 milioni di euro rispetto ai 212,1 milioni dei primi sei mesi 2020. Nel periodo sono stati sostenuti investimenti per 103,9 milioni di euro connessi all’incremento della quota in ProsiebenSat.1 e incassati 133,9 milioni da dividendi EITowers, oltre a 20,4 milioni frutto della chiusura di strumenti finanziari a copertura di investimenti partecipativi.

In collaborazione con: newslinet.com

6 in meno di quello tv e 14 in più di quello dei podcast. Ma spende di più

La ricerca Westwood One 2021 Audioscape ha fotografato un trend ormai evidente in tutto il mondo e su cui abbiamo più volte posto l’accento: l’aumento dell’età media dell’ascoltatore radiofonico. Che negli USA ha raggiunto i 48 anni: meno dei 54 del telespettatore, ma anche di 14 anni superiore alla età del fruitore di podcast. La Radio è quindi sempre più un medium da adulti. Poco male, anzi.

Età e spesa

Secondo recenti studi di Confindustria, in Italia, gli over 65 si caratterizzano per un consumo pro-capite medio annuo più elevato, 15,7mila euro (contro i 12,5 per gli under 35). Tale fascia ha un reddito medio più alto, 20mila euro (a fronte di 16mila degli under 35); una maggiore ricchezza reale pro-capite, 232mila euro (vs 110mila); una solidità finanziaria superiore, con un over 65 su 10 indebitato (a fronte di quasi 1 su 3 tra gli under 40).

65enni vs 35enni 2:1

E ancora, gli over 65 hanno un’incidenza della povertà inferiore della metà rispetto agli under 35 (13% vs 30%); una resilienza al ciclo economico in quanto il reddito medio annuo degli over 65, tra le diverse fasce d’età, è l’unico ad avere superato i livelli pre-crisi.

Valenza del podcasting

Tuttavia, se il target adulto è commercialmente interessante per una maggiore capacità di spesa, non va trascurata la valenza dell’utenza dei podcast, soprattutto se integrata nell’offerta commerciale radiofonica.

Chi sono gli ascoltatori di podcast?

Secondo la citata rilevazione Westwood One 2021 Audioscape, il pubblico del podcast è giovane (ma non giovanissimo), impiegato, istruito e di alto livello. A 34 anni, l’età media del pubblico dei podcast è di 14 anni più giovane del pubblico della radio via etere e molto più giovane del pubblico delle reti televisive.

Target

Il profilo del pubblico del podcast, secondo Westwood, “è eccezionalmente attraente. Gli ascoltatori di podcast sono di alto livello e istruiti. Il 53% delle persone 18+ che hanno ascoltato un podcast audio negli ultimi 30 giorni è impiegato in un’occupazione da colletto bianco. Il 39% detiene posizioni dirigenziali e il 55% ha un reddito familiare di oltre $ 75.000, rendendo questo gruppo un pubblico che gli inserzionisti vogliono raggiungere”.

Non Broadcasting vs Podcasting, ma Radio + Podcast

Insomma, semmai ce ne fosse bisogno, si tratta dell’ennesima conferma della fortissima sinergia editoriale e commerciale esistente tra Broadcasting e Podcasting. Una integrazione su cui gli editori radiofonici italiani hanno però, almeno finora, mostrato poca consapevolezza.

Il podcast di Newslinet della settimana

In collaborazione con: newslinet.com

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