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Abbracciare il modello OTT/streaming o proteggere la tradizionale distribuzione lineare di ESPN?

Il progressivo calo del numero di abbonati alle pay TV negli USA (fenomeno detto cord cutting) mette a rischio la gallina dalle uova d’oro di Disney, la rete all sport ESPN. Il futuro sarà senza dubbio al 100% OTT, ma quando fare il grande passo e come trattenere abbonati sempre meno fidelizzabili?

Communacopia

Il 21 settembre si è tenuta l’annuale conferenza Communacopia di Goldman Sachs. Tra gli interventi più attesi quello del CEO di Disney, Bob Chapek. Una delle affermazioni di Chapek ha particolarmente colpito gli analisti del mondo dei media statunitensi. Si tratta della risposta ad una domanda riguardante il peso di ESPN per Disney. A questa il CEO ha replicato: “Lo sport è il tipo di contenuto più visto praticamente tutti gli anni e 9 su 10 contenuti che fanno il massimo dell’audience televisiva è di tipo sportivo; non sappiamo cosa avverrà in futuro, ma lo sport continuerà ad essere importante per Disney”.

Lineare vs OTT

Quale è il punto? Semplice: ESPN è legata al vecchio modello di TV lineare, distribuita negli stati uniti principalmente via cavo. Proprio quello da cui tanti stanno disabbonandosi (i cosiddetti cord cutters), per migrare verso i nuovi servizi OTT. Fatto che pone ovviamente il problema di quando e come abbandonare il lineare tradizionale a favore… del lineare e on-demand via IP.

ESPN

Creato nel 1978, ESPN (Entertainment and Sports Programming Network) è un bouquet di canali sportivi che raggiunge 86 milioni di famiglie, oltre il 93% di coloro che pagano un abbonamento alla tv via cavo negli USA. ESPN opera inoltre in Australia, Brasile, America latina e nel Regno Unito.

Abbonati e ricavi

I due canali principali, ESPN e ESPN2 incassano (tramite i gli operatori via cavo) circa 10 dollari/mese per utente, quattro volte il costo medio degli altri canali e molto più di quelli storici di Disney, quali FX e Disney Channel. Si tratta di circa 9 miliardi di dollari all’anno, un significativo contributo alla bottom line del gruppo.

25 milioni di cord cutters

Ma il giocattolo rischia di rompersi presto: al ritmo attuale si prevedono circa 25 milioni di cord cutters nei prossimi quattro anni, corrispondenti ad un crollo del 30% nel numero degli abbonati. Crollo che renderebbe difficile per il network l’acquisto futuro degli eventi e delle discipline più importanti, con un probabile effetto di successiva accelerazione dell’abbandono della piattaforma.

ESPN+

La risposta potrebbe sembrare logica: distribuire gli eventi anche sulla piattaforma online ESPN+. Problema: per essere competitiva con gli altri OTT questa è attualmente offerta a 5 dollari/mese. Oltre ad essere soggetta – sempre per via delle consuetudini della rete – al fenomeno detto churn, inesistente nel sistema dei package via cavo.

Disabbonamenti temporanei

In questo caso si potrebbe trattare non tanto di abbandoni, quanto di disabbonamenti temporanei (alla fine della stagione di un determinato sport) con riabbonamenti all’inizio di quella successiva.

La concorrenza degli E-Sports

I conti non tornano: se anche si creassero dei package che includono sport e Disney+ (dunque inserendo ESPN come parte di un insieme di altri canali, stile cavo) ci si troverebbe spiazzati rispetto ai prezzi di Netflix e soprattutto Amazon Prime. Inoltre questo tipo di packaging non sarebbe ben accolto dalla parte più giovane dell’audience, sempre meno interessata agli avvenimenti sportivi classici (quelli giocati da persone in carne ed ossa, troppo noiosi rispetto agli E-sport).

Bundle sport + scommesse

Alcune delle alternative sul tavolo: replicare via OTT il modello del cavo (bundle IP multi-canale estesi a fornitori di contenuti terzi con abbonamento singolo) oppure estendere la app ESPN+ aggiungendo le funzionalità di betting (scommesse), una interattività oltretutto non limitata al solo sport giocato.

Quale modello per ESPN?

ESPN dovrà certamente evolvere verso il modello OTT, ma non semplicemente migrando sulla rete internet quanto attualmente è distribuito tramite i cavi dedicati. Tutto lascia pensare che occorrerà reinventare i bundle e arricchire le app dedicate allo streaming con statistiche, giochi e scommesse, confermando ancora una volta quanto affermato da Marc Andressen: Software is eating the world.

Il podcast di Newslinet della settimana

In collaborazione con: newslinet.com

FIEG: lettori hanno sostituito ormai articoli con “estratti molto brevi”. Su tale nozione occorre concentrarsi

La battaglia degli editori sulla direttiva copyright si concentra sulla nozione di estratti molto brevi. Che, ormai, in definitiva, spesso sostituiscono gli articoli in quanto – come abbiamo avuto modo di far notare più volte su queste pagine – il lettore non va oltre. Al punto che, secondo gli analisti, entro il 2023 vedremo un vero e proprio stravolgimento del modello di fruizione delle news, in particolare a riguardo dei podcast.

La posizione della FIEG sugli estratti molto brevi

Così la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali): “Sulla nozione di estratti molto brevi, occorre che la nozione sia individuata in modo da non pregiudicare la libera circolazione delle informazioni né l’efficacia dei diritti previsti dalla direttiva, nella convinzione che se l’uso dell’estratto molto breve ha una funzione sostitutiva della pubblicazione o comunque dispensa il lettore dal far riferimento ad essa rappresenta una evidente violazione del diritto connesso“.

Nessuna porzione di pubblicazione potrà mai essere qualificata come estratto molto breve se idonea a comunicare, seppur sinteticamente, il contenuto dell’articolo

“Tutti i tentativi di ricondurre l’estratto molto breve a parametri certi e definiti – ad esempio individuando un certo numero di caratteri/battute dell’estratto – devono tener conto del fatto che nessuna porzione di pubblicazione potrà mai essere qualificata come estratto molto breve laddove sia tendenzialmente idonea a comunicare, seppur sinteticamente, il contenuto dell’articolo in questione”.

Algoritmi malandrini

È plausibile ritenere, infatti, che una volta stabilito un qualsiasi limite quantitativo, esso possa essere facilmente superato da procedure automatizzate di selezione degli estratti (algoritmi) che avrebbero l’effetto di svuotare il diritto connesso e pregiudicare così i diritti degli editori.

Nozione quantitativa di estratti molto brevi

Anche FIEG, insieme ad EMMA ed ENPA, ribadisce, pertanto, l’approccio adottato finora da tutti gli Stati membri, nessuno dei quali ha stabilito una nozione quantitativa o un limite specifico di caratteri per definire la nozione di estratti molto brevi, ha spiegato la FIEG nella sua audizione presso le Commissioni riunite Giustizia e Lavori pubblici, Comunicazioni del Senato, in merito allo Schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva copyright.

Diritto connesso

Con riferimento al diritto connesso in favore degli editori di giornali sugli utilizzi online dei loro contenuti editoriali da parte delle piattaforme di condivisione dei contenuti e delle imprese di media monitoring e rassegne stampa, la FIEG ha espresso “apprezzamento per l’impianto generale della normativa di recepimento, teso a garantire l’effettività dell’esercizio del diritto riconosciuto dalla direttiva europea, la quale demanda ai singoli Stati membri proprio il compito di assicurarne in concreto l’applicazione”.

Australian News Media Bargaining Code

Anche le associazioni della stampa europea (ENPA, l’Associazione europea degli editori di giornali ed EMMA, l’Associazione europea degli editori di periodici) hanno sostenuto la normativa italiana di recepimento, rilevando come il decreto introduca “strumenti che rafforzano il diritto connesso degli editori di giornali, tra cui un meccanismo di ‘negoziazione assistita’, ispirato all’Australian News Media Bargaining Code adottato all’inizio di quest’anno, che mira a garantire l’effettivo esercizio del diritto da parte degli editori”.

In collaborazione con: newslinet.com

Ma non si tratterebbe di un nuovo caso OVH

Intorno alle 9.20 del 13 ottobre (ma la disfunzione ha avuto progressione, pare, dalle 7.20) centinaia di siti e di flussi streaming europei sono andati ko. L’evento ha interessato decine di datacenter in Europa e non si è trattato di un nuovo caso simile a quello che diversi mesi fa aveva colpito il sistema OVH.

Di nuovo online dopo circa 30 minuti molti servizi

Dalle ore 10.00 molti servizi (come quelli di NewRadio), tuttavia, sono rapidamente tornati attivi , anche se la rete europea di numerosi datacenter alle 10.30 continuava ad essere instabile.

La causa del down

La causa del down generalizzato sarebbe da ricondurre ad un errore di configurazione su una dorsale di rete tra Europa e Stati uniti, che avrebbe causato un problema generale.

Riconfigurazione

Per risolverlo i tecnici stanno riconfigurando la rete attraverso interventi a blocchi sui percorsi di rete europei.

In collaborazione con: newslinet.com

Ennesima fase del processo di refarming della TV digitale

Pubblicata l’attesa procedura per le attribuzioni LCN nazionali, cioè le numerazioni automatiche dei canali sul telecomando con riferimento ai servizi di media audiovisivi a diffusione nazionale in chiaro. Con comunicazione in data 07/10/2021 sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico, è stato pubblicato l’Avviso Pubblico relativo alla Procedura per l’attribuzione della numerazione automatica dei canali (LCN) con riferimento ai servizi di media audiovisivi a diffusione nazionale in chiaro.

Chi può ambire alle attribuzioni LCN nazionali

Possono partecipare alla suddetta procedura tutti i soggetti già abilitati alla fornitura di servizi di media audiovisivi in tecnica digitale terrestre, anche stabiliti in uno Stato appartenente all’Unione europea o in uno Stato parte della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla televisione transfrontaliera, con riferimento ai servizi di media audiovisivi a diffusione nazionale in chiaro.

I termini (stretti)

“L’avviso pubblico stabilisce altresì che la domanda di partecipazione alla procedura per le attribuzioni LCN nazionali deve essere presentata entro 15 giorni solari dalla data di pubblicazione dell’avviso del bando di gara sul sito istituzionale alla Divisione IV della Direzione Generale per i Servizi di Comunicazione Elettronica di Radiodiffusione e Postali”, spiega l’avvocato Stefano Cionini, senior partner di MCL Avvocati Associati, law firm che cura in esclusiva l’Area Affari Legali di Consultmedia. “Il tutto esclusivamente tramite procedura informatizzata, cui si accede attraverso la piattaforma online predisposta dal Ministero dello Sviluppo Economico“, osserva il legale.

Domande entro il 22/10/2021

“Pertanto, la domanda deve essere trasmessa entro il 22/10/2021, come esplicitato nella comunicazione pubblicata sul sito istituzionale”, continua l’avv. Cionini.

Le regole

Si riportano di seguito le regole previste dall’art. 4 dell’Avviso Pubblico per l’attribuzione della numerazione.

Il caso di due fornitori che chiedono la stessa numerazione

“La prima ipotesi è quella di due o più fornitori di servizi di media digitali terrestri a diffusione nazionale che abbiano formulato richiesta per la stessa numerazione – spiega Cionini -. In questo caso la medesima è attribuita al fornitore di servizi di media che già la utilizza sulla base del piano di numerazione automatica dei canali di cui alla delibera n. 366/10/CONS”.

Priorità agli esercenti attuali delle attribuzioni LCN nazionali

“Nel caso invece cui la numerazione non sia già utilizzata, la stessa è assegnata al fornitore di servizi di media che ha presentato per primo la domanda di attribuzione al Ministero“, precisa il consulente.

Prior in tempore, potior in iure

“Nel caso di parità di data di presentazione della domanda la numerazione è assegnata al soggetto che per primo ha conseguito l’autorizzazione a FSMA”.

Pari data

In caso di parità di data di conseguimento dell’autorizzazione, è disposto un sorteggio pubblico ai fini dell’assegnazione del relativo numero.

Eccedenza di domande

Infine, “qualora le domande presentate risultino superiori alla disponibilità di numeri in relazione ai singoli generi di programmazione del I arco di numerazione, il Ministero procede ad attribuire progressivamente le numerazioni dei successivi archi destinati ai servizi di media audiovisivi a diffusione nazionale in chiaro, sempre secondo la sequenza dei generi, a partire da quello semigeneralista”, conclude il consulente.

Il podcast di Newslinet della settimana

In collaborazione con: newslinet.com

Tra sviluppi nazionali, diffusioni satellitari e HBBTV si studiano e sperimentano tecniche di sopravvivenza

Quali sviluppi per i soggetti che non troveranno spazio sul televisore dopo il processo di refarming? Cosa succederà ai marchi/palinsesti che non troveranno spazio sui nuovi MUX DTT? Mentre entra nella fase finale il processo di refarming della banda 700 MHz in Sardegna, area pilota, come fu oltre dieci anni con lo switch-off analogico/digitale, si cominciano a valutare le contromisure per coloro che non avranno accesso sul digitale televisivo terrestre di seconda generazione.

Senza sbocco sui nuovi mux tra il 25 ed il 75% dei titoli preesistenti ai bandi

“Riteniamo congruo stimare che, a seconda delle aree tecniche, rimarranno senza sbocco sul digitale televisivo terrestre una percentuale di titoli FSMA assentiti prima dei bandi ex L. 205/2017 compresa tra il 25 ed il 75%”, commenta Giovanni Madaro, economista di Consultmedia, che ha assistito tra operatori di rete e fornitori di servizi di media audiovisivi circa 300 soggetti nelle varie fasi della procedura di refarming.

I tagli causati dal taglio

Soprattutto a causa del controverso vincolo legato al taglio minimo di capacità trasmissiva acquisibile (1,5 Mbit/s, elevato dal Mise rispetto al limite di 1,0 Mbit/s indicano da Agcom), mediamente, quindi, il 50% degli attuali FSMA, se vorrà continuare a svolgere l’attività televisiva, dovrà dirigersi su soluzioni diverse rispetto alla veicolazione su mux DTT areali.

Sviluppi nazionali, per pochi

“Una strategia che abbiamo proposto a fornitori di contenuti che avevano già un interesse sovralocale, cioè marchi/palinsesti diffusi su molte regioni, è stata quella di assumere una connotazione nazionale, acquisendo autorizzazioni FSMA con annessi LCN per tale ambito”, continua Madaro. “Si è trattata, ovviamente, di una cerchia molto ristretta di soggetti che avevano già una dimensione editoriale e finanziaria compatibile con un rinnovato assetto di questo tipo, evidentemente dispendioso (anche se meno rischioso)“.

SAT

“Qualche altro soggetto ha, nelle more, deciso di investire sul satellite. Tuttavia, i costi comunque rilevanti e la platea potenziale (10 mln di utenti, circa 4,6/4,8 mln Sky e 3,4/4,5 mln Tivusat, ndr) hanno generalmente registrato interessi tiepidi in tale direzione“, continua il consulente.

HBBTV

“Decisamente più interesse hanno invece riscontrato gli sviluppi della HBBTV, sia per i costi contenuti che per l’enorme sviluppo che stanno avendo le smart tv, spinte dal rinnovamento del parco dei televisori (legato proprio al refarming della banda 700 MHz, ndr) e soprattutto dall’espansione delle piattaforme di streaming video on demand come Netflix, Prime Video, Rakuten, Disney, ecc.”, evidenzia l’economista.

DAD, smart working e servizi amministrativi digitali sviluppatori della tv via IP

La pandemia ha infatti esponenzialmente esteso la connettività nelle abitazioni, anche e soprattutto per esigenze di DAD, smart working e servizi amministrativi digitali. Logica conseguenza di ciò è stata che un vasto pubblico, fino a poco tempo fa restio all’utilizzo di tecnologie IP ha dovuto, giocoforza, adattarsi alle necessità.

Gate d’ingresso

Il problema fondamentale rimane tuttavia quello della semplicità di utilizzo e la HBBTV, alla prova dei fatti, costituisce un ideale ponte tra il modello LCN, inteso in questo caso come gate di ingresso, e il mosaico di contenuti tipico delle piattaforme di streaming on demand”, sottolinea Madaro.

Post test

“Insieme al nostro partner Mainlink, abbiamo affinato proposte per la Hybrid Broadcast Broadband Tv in nazionale, avviando sperimentazioni che stanno uscendo ora dalla fase di test per entrare in quella di operatività stabile”, interviene Massimo Rinaldi, ingegnere di Tecnomedia, braccio tecnico di Consultmedia, di cui cura l’area di sviluppo tecnologico.

Rintracciabilità

“D’altra parte, gli indicatori sono coerenti: mentre il sat ed il DTT, quand’anche di nuova generazione, sono destinati a vedere erosa progressivamente la propria penetrazione nelle case, gli sviluppi IP sulla tv registreranno una crescita costante nei prossimi anni. Il problema, come detto, è solo quello della rintracciabilità dei contenuti da parte degli utenti. E’ su questo che occorre concentrare l’attenzione. Ma non è una novità: è la regola del web”, conclude Rinaldi.

In collaborazione con: newslinet.com

Potranno partecipare alla seduta pubblica i FSMA che si sono collocati nella graduatoria dell’Area Tecnica 18

Si avvia la prima delle sedute pubbliche attraverso le quali, nelle aree in cui si è concluso l’esame delle domande da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) che hanno presentato le relative domande di collocazione in graduatoria ex L. 205/2017 (termine al 21/09/2021, tranne per le Marche, scaduto al 05/10/2021), avrà luogo l’attribuzione della capacità trasmissiva sui nuovi mux assentiti agli operatori di rete.

Sedute pubbliche solo con invito

Potranno partecipare alla seduta pubblica i FSMA che si sono collocati nella graduatoria dell’Area Tecnica 18 relativa alla Regione Sardegna, pubblicata in data 01/10/2021 sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico e che hanno ricevuto l’apposito invito ministeriale con le credenziali di accesso alla videoconferenza.

Ufficio di collocamento

Consesso telematico, peraltro, oggetto di regole estremamente stringenti, alle quali abbiamo dedicato apposito articolo e che determinerà i cosiddetti “utilmente collocati”, cioè i soggetti che, per dirla in parole povere, potranno continuare a svolgere la propria attività.

Gli esclusi

Relativamente ai soggetti che parteciperanno alle sedute pubbliche, ma che si troveranno posizionati oltre il limite di disponibilità di capacità trasmissiva, cioè che non potranno prenotare spazio sui mux perché la banda è stata esaurita dai fornitori interpellati prima (perché in posizione più alta della lista), ci sono ancora aspetti da chiarire.

Stasi

Non è ancora chiaro, per esempio, se il loro titolo FSMA da loro posseduto (in quanto collocati in graduatoria, anche se in posizione non utile) entrerà in una sorta di stasi amministrativa indefinita che ne consentirà il recupero (attraverso la soluzione dello scorrimento dell’elenco) nel caso in cui, nel tempo, sopravvenisse banda sui mux per defezione (a qualsiasi titolo) – anche a distanza di molto tempo – dei trasportati. Oppure, viceversa, se essi dovranno presentare una nuova domanda per conseguire l’autorizzazione ad operare come fornitori di contenuti.

In collaborazione con: newslinet.com

Omnicanalità, fidelizzazione, machine learning, prossimità, sostenibilità

Il consumatore del futuro è già arrivato. Più dell’80% dei nuovi prodotti vengono scoperti online dai consumatori e il 20% del fatturato offline è trainato da prodotti che comunicano sostenibilità. Negli ultimi mesi più di 1 italiano su 3 ha comprato un prodotto da un brand diverso rispetto al solito.

Il consumatore al Tiendeo Summit

Con l’obiettivo di analizzare in profondità il ruolo del digitale nella trasformazione del settore retail, Tiendeo.it ha organizzato con successo la prima edizione del Tiendeo Summit, evento gratuito con la partecipazione di NielsenIQ, Google Cloud, Facebook, Retail Institute, IAB e COAL. L’evento, in formato 100% online, si è svolto in 5 mercati e ha visto confrontarsi grandi professionisti del settore sulle nuove tendenze, tecnologie e strategie utili a connettere con un consumatore sempre più mutevole e sempre più digital, e con l’obiettivo di aiutare i retailer ad adattarsi a una congiuntura volatile e in costante evoluzione a partire dalla trasformazione digitale.

10 anni in pochi mesi: +43% di famiglie hanno effettuato un acquisto online nel 2021

I dati post pandemia mostrano il cambio epocale avvenuto per necessità: la trasformazione digitale a ogni livello e in ogni settore ha fatto un salto di dieci anni in pochi mesi, stravolgendo non solo il modo di operare, ma soprattutto il modo di pensare degli italiani. Da un giorno all’altro ci si è trovati ad affidarsi al digital come unico strumento in grado di mantenere attiva la possibilità di lavorare, comunicare, avere delle relazioni, acquistare. A conferma di ciò i dati apportati da Jerry Franzoni, Store Audit, NielsenIQ, che dichiara che l’e-commerce ha raggiunto numeri incredibili: +43% di famiglie effettuato almeno un acquisto online nel 2021 rispetto al 2020.

L’e commerce è solo la punta dell’iceberg

Ma non è tutto, perché “l’e commerce è solo la punta dell’iceberg. Tutta la parte sommersa è rappresentata dall’omnicanalità, perché il consumatore che andiamo a fidelizzare acquista sia online che offline.”

Comprendere abitudini digitali del consumatore

“Molti brand – aggiunge Stefania Lorusso, direttrice editoriale del gruppo Edizioni DM – hanno già capito che la vera chiave del successo non è la semplice corsa alla digital transformation, ma quella di riuscire a cogliere, interpretare e trasformare in esperienze le nuove aspettative e le abitudini digitali imposte dalla pandemia, accompagnando il cliente nella costruzione del suo new normal”.

Semplicità e personalizzazione. La chiave per la fidelizzazione

“Parlando di fidelizzazione, da un lato il 74% dei consumatori a livello globale è interessato a provare un servizio se si riconosce nei valori proposti, dall’altro il consumatore è sempre meno fedele: in Italia negli ultimi mesi più di 1 persona su 3 ha comprato un prodotto da un brand diverso rispetto al solito.
Il consumatore post pandemia attento a tempi consegna e resi immediati, semplicità navigazione, acquisto real time e omincanale. Da quando hanno chiuso i negozi fisici è venuta meno la fedeltà al brand, si cerca ciò di cui si ha bisogno indipendentemente da chi lo fornisce”.

L’82% delle persone ci dice che scopre nuovi prodotti sulle piattaforme di Facebook

Al centro del dibattito, il consumatore e l’importanza centrale della customer experience, che si basa su due elementi fondamentali: semplicità e personalizzazione, come spiega Roberto Acquaviva, Sector Lead Digital Natives – Commerce di Facebook Italia, che si interroga su come gestire la customer experience. I retailer devono capire quali sono i comportamenti e le nuove aspettative dei consumatori. Ad esempio, il prezzo è un elemento fondamentale, infatti il 74% guarda coupons e sconti per l’acquisto di beni e consumi.

Il negozio offline ha un ruolo transazionale e l’online sempre più esperienziale

L’82% delle persone ci dice che scopre nuovi prodotti sulle piattaforme di Facebook” Ma non è tutto. “A rafforzare il legame emotivo con il consumatore sono community, influencer e creator. In Italia ci sono 27 milioni di persone che fanno parte di un gruppo Facebook, più di 3 milioni fanno parte di gruppi istituiti a livello locale per fronteggiare l’emergenza Covid.

Da quando i punti vendita fisici hanno chiuso, i consumatori sono improvvisamente diventati meno fedeli a un solo Brand

Le persone volevano ciò di cui avevano bisogno, indipendentemente da chi lo forniva. In Italia negli ultimi mesi più di 1 persona su 3 ha comprato un prodotto da un brand o rivenditore diverso rispetto al solito. Il consumatore post pandemia è attento a tempi di consegna e resi immediati, semplicità di navigazione, possibilità di acquistare in qualsiasi momento e da ogni canale”. Machine Learning.

I prodotti giusti al momento giusto

Durante il periodo della pandemia Google Cloud ha riscontrato cambiamenti volti soprattutto a promuovere l’efficienza operativa e i processi di trasformazione dell’azienda, dando il via a un’accelerazione che prima sarebbe stata impensabile. Secondo Gianluigi Marchetti, Head of Corporate Retail, Google Cloud Italia, lo smart working ha portato a una crescita di interazione azienda/consumatori, e incrementato la collaborazione digitale all’interno delle aziende.

Se prima della pandemia il driver che spingeva le imprese a spostarsi online era il risparmio economico, oggi è la necessità di trasformazione che tutte le aziende devono affrontare

Il mondo del retail deve pensare a nuovi modelli di ingaggio del consumatore in un’ottica di omnicanalità estesa, perché il consumatore è diventato unico rispetto ai diversi touch point, virtuali e fisici. È essenziale che avvenga un processo di trasformazione interno, con sistema di machine learning che aiuti a prevedere la domanda e posizionare i giusti prodotti nel giusto momento di fronte ai giusti consumatori.

Come sfruttare e integrare nella strategia il Proximity commerce

Con la pandemia, un altro cambiamento importante riguarda gli spostamenti effettuati per raggiungere i punti vendita. Jaume Molins, Country Manager Italia di Tiendeo, analizza la situazione per capire come sfruttare il trend e integrarlo nella propria strategia. “Gli spostamenti sono sempre meno lunghi, e il consumo di mobile arriva anche a sei ore giornaliere in Italia. Per questo è importante mettere in atto una strategia locale digital, integrare algoritmi per riconoscere quello che interessa a un pubblico locale con un sistema di machine learning in tempo reale. È una strategia semplice da implementare che dipende dalle caratteristiche del retailer”.

Sostenibilità: consumatori sempre più green. E il volantino?

Riguardo alla sostenibilità, Jerry Franzoni fa notare come il 2019 rappresenti un anno di grande sensibilizzazione: per la prima volta nella ricerca annuale sulle preoccupazioni emerge al quarto posto il riscaldamento globale. A questo si aggiunge che il 20% del fatturato offline è trainato da prodotti che comunicano in modo chiaro principi di sostenibilità. Trend che continua con la pandemia, come mostra il dato sui prodotti cura casa green, che nel 2020 hanno visto un aumento del +32%.

In italia siamo molto affezionati al volantino cartaceo, saremo pronti ad abbandonarlo?

Durante la pandemia vi fu un importante calo delle copie stampate, ma a fine 2020 torna ad essere uno strumento centrale per la pianificazione della spesa. “Da un punto di vista ambientale si cerca di limitarne l’uso, ma è un formato che il consumatore apprezza. Tuttavia è importante trovare soluzione alternative, come ad esempio la distribuzione via Whatsapp che facciamo con Facebook. Viene data sempre più importanza al magazine digitale, e si fa posto al volantino dinamico, con un algoritmo di machine learning che rende i prodotti customizzati secondo cliente e un feed che cambia in tempo reale”, afferma Jaume Molins, sostenitore dell’integrazione online e offline per un’esperienza unica e globale.

Omicanalità

L’omnicanalità sarà sempre più spinta nei prossimi anni, per trovare il modo giusto di intercettare il consumatore, personalizzando al massimo i messaggi. Pensiamo alle campagne drive to store, che rappresentano un modo di fare convogliare il canale digitale in quello fisico, sempre nell’ottica di avere come unico punto di riferimento il cliente.

Il podcast di Newslinet della settimana

In collaborazione con: newslinet.com

In tempo reale di 400 emittenti online

Web Radio Italiane, il primo aggregatore che raggruppa solo emittenti online italiane, ha scelto Statcast come piattaforma per le statistiche di ascolto in tempo reale. Statcast è una app alla quale abbiamo più volte prestato attenzione su queste pagine sviluppata dalla software house romana Meway, che può vantare una lunga esperienza in ambito radiofonico e nel settore dello streaming.

Le 400 emittenti di Web Radio Italiane

In forza dell’accordo concluso con Meway, le oltre 400 emittenti collegate a Web Radio Italiane potranno usufruire, gratuitamente per un periodo iniziale e per emittenti fino a 100 utenti contemporanei, di una gran quantità di dati e analisi minuto per minuto, “utili per verificare il numero e la provenienza degli ascoltatori, per pianificare meglio la propria programmazione e anche per fornire indicazioni precise alle agenzie e agli inserzionisti pubblicitari”, spiega una nota esplicativa di Web Radio Italiane.

Servizi innovativi

“Abbiamo scelto Statcast per il tipo di offerta tecnologica, per l’affidabilità nell’elaborazione dei dati e per la trasparenza nella gestione della privacy, più di qualsiasi altra piattaforma disponibile ad oggi sul mercato”, ha dichiarato Max Fuoky, fondatore e amministratore di Web Radio Italiane. “Statcast consentirà alle emittenti a noi collegate di ottenere una serie di servizi innovativi particolarmente utili per lo sviluppo del loro canale e del business pubblicitario”.

Le info di Statcast

Numerose sono le informazioni che Statcast è in grado di fornire in tempo reale agli editori di web radio, tra cui: numero degli utenti unici e delle sessioni; provenienza geografica degli utenti; picchi di ascolto e di sessioni; tipologia del device digitale utilizzato dall’utente (pc fisso o mobile), browser e sistema operativo; media di ascolti nel quarto d’ora, giornaliera, settimanale e mensile; tasso medio di permanenza; classifica degli aggregatori e delle directory da cui viene ascoltata la radio; analisi del gradimento per singolo programma o fascia oraria; classifica dei brani musicali più e meno graditi dagli utenti per fascia oraria, con picco di ascolti o di abbandoni; storico della trasmissione di singoli brani musicali.

No Bot

La piattaforma è anche in grado di distinguere gli accessi e le sessioni dei veri utenti da quelle dei bot, gli speciali programmi automatici che monitorano quanto accade nel web. La funzionalità che però caratterizza la piattaforma riguarda la generazione dei dati aggregati per gli editori che producono più canali online. “Uno strumento unico, al servizio anche di agenzie pubblicitarie”, continua la nota.

Quadro preciso per gli editori

“Siamo lieti di poter fornire i servizi di Statcast alle centinaia di emittenti collegate a Web Radio Italiane”, ha dichiarato Francesco Triolo, amministratore unico di Meway. Gli editori delle varie radio online potranno avere così un quadro preciso e dettagliato delle performance della propria emittente, in modo da poter adattare ed eventualmente correggere il palinsesto, ma soprattutto fornire dati che mirano a diventare di riferimento per il mondo dello streaming a supporto della pianificazione pubblicitaria. Statcast è in continua evoluzione e cresce con l’aiuto dei feedback dei suoi utenti più attenti. L’ultima funzionalità che abbiamo introdotto, particolarmente apprezzata, è il sistema di monitoraggio del silenzio per segnalare eventuali disservizi della messa in onda del proprio canale”.

In collaborazione con: newslinet.com

Parere sul nuovo TUSMAR

C’è un giudice a Berlino. Anzi, a Roma. Anche se solo nell’esplicazione delle proprie attribuzioni consultive e non giurisdizionali. Il Consiglio di Stato ha infatti reso il parere sul nuovo TUSMAR (Testo unico dei servizi media audiovisivi e radiofonici). Condivise molte delle critiche che avevamo ospitato su queste pagine, evidentemente oggettive. Tra le più importanti: il rischio degli spegnimenti degli impianti FM incompatibili con le emissioni estere. Netto il Consiglio di Stato: “Possibili ricadute negative, anche economiche, sulla concorrenza, con particolare riguardo alla radiofonia soprattutto locale e alle imprese italiane, spesso di piccole e medie dimensioni, che operano in questo settore, che vedrebbero sacrificata la loro attività in ragione della tutela, ritenuta prevalente, dell’interesse dei paesi radio-elettricamente confinanti”.

Con il parere n. 1582/2021, pubblicato ieri, la Sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato si è pronunciata sullo schema di decreto legislativo contenente le modifiche al TUSMAR in attuazione della Direttiva UE 2018/1808. Qui il documento integrale.

Condivisibile remissione ad Agcom

Condivisa la scelta di rimettere gran parte della disciplina attuativa all’Autorità di regolazione di settore, l’AGCOM, raccomandando l’avvio di una prassi di leale collaborazione, come già avvenuto con l’ANAC per il codice appalti.

Migliorare concorrenza

Il parere del Consiglio di Stato suggerisce al legislatore miglioramenti in relazione al rapporto con la disciplina regionale e ai richiami al principio di concorrenza.

Precisare meglio ragioni di ampliamento ambito locale radiofonico

Con riguardo alla nuova delimitazione dell’ambito locale radiofonico (raddoppio – con effetti di impatto regolatorio rilevanti – dell’attuale soglia di copertura dal 25 al 50 per cento) la Sezione rileva come tale previsione non risulti espressamente sorretta da uno specifico criterio di delega né da disposizioni della direttiva.

Troppo generica tutela dignità umana

Troppo generiche sono state giudicate le prescrizioni dirette ai fornitori di servizi in ordine al “rispetto della dignità umana” e “dei principi e dei diritti” di cui alla legge n. 633 del 1941. La Sezione, in proposito, pone l’accento sulla tutela delle persone diversamente abili.

Bene risoluzione stragiudiziale controversie tra utenti e FSMA/piattaforme

Positivo il giudizio sulle procedure per la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra utenti e fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici e tra utenti e fornitori di piattaforme. La Sezione chiede al Governo di valutare la possibilità di introdurre adeguati strumenti di monitoraggio al fine di poter progressivamente affinare i rimedi e adattarli alle esigenze emerse dalla prassi applicativa.

Misure contenimento livello sonoro nelle pubblicità non attuate

Il Consiglio di Stato segnala poi che non risulta attuato il criterio di delega secondo il quale occorre “prevedere apposite misure per il contenimento del livello sonoro delle comunicazioni commerciali”. La Sezione riconosce sul punto che il Governo può discrezionalmente decidere di non esercitare, per taluni punti o riguardo a determinati criteri direttivi, la delega conferita dal Parlamento, ma ricorda che quest’ultimo aveva espressamente chiesto di arginare la diffusa tendenza degli operatori del settore di trasmettere i messaggi pubblicitari con un volume sonoro decisamente più alto rispetto a quello della trasmissione o del programma nei quali il messaggio è inserito, formulando a tal fine un apposito criterio direttivo molto chiaro, puntuale e specifico.

Razionalizzazione frequenze FM rischia di penalizzare comparto radiofonico….

Quanto alla progressiva razionalizzazione dell’uso delle risorse frequenziali in tecnica analogica in particolare al fine di eliminare o minimizzare situazioni interferenziali con i paesi radio-elettricamente confinanti (nelle more dell’adozione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica analogica) la Sezione richiama l’attenzione del Governo sulle possibili ricadute negative, anche economiche, sulla concorrenza.

…soprattutto locale

con particolare riguardo alla radiofonia soprattutto locale e alle imprese italiane, spesso di piccole e medie dimensioni, che operano in questo settore, che vedrebbero sacrificata la loro attività in ragione della tutela, ritenuta prevalente, dell’interesse dei paesi radio-elettricamente confinanti.

FSMA e produzione di opere europee

Per i fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta, che hanno la responsabilità editoriale di offerte rivolte ai consumatori in Italia, anche se stabiliti in altro Stato membro, il parere ricorda che, ai sensi della direttiva, si può ad essi chiedere di contribuire finanziariamente alla produzione di opere europee con contributi proporzionati e non discriminatori. Sul punto, il parere osserva che devono tuttavia essere precisati i casi in cui le prescrizioni non si applicano ai fornitori di servizi di media aventi sede in altri Stati membri (ad es., perché aventi un fatturato o un pubblico di modesta entità). Il Consiglio di Stato ritiene che vadano poi coordinate le disposizioni in modo da chiarire che, tra le opere europee, una sotto quota di investimento sia riservata a opere cinematografiche di espressione originale italiana ovunque prodotte da produttori indipendenti negli ultimi cinque anni.

Mediaset

Il parere condivide l’impostazione della nuova disciplina a tutela del pluralismo delle fonti di informazione, che fornisce attuazione alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (causa C-719/18), Vivendi SA contro AGCOM e nei confronti di Mediaset s.p.a. Il Consiglio di Stato auspica, tuttavia, una riconsiderazione della figura della “nullità” per tutte “le operazioni di concentrazione e le intese”. Tale previsione generale potrebbe non essere giustificabile in tutti i casi, alla luce dell’introduzione di un ampio potere di apprezzamento tecnico-discrezionale, riservato all’Autorità, sulla base di meri indici orientativi di rilevazione della sussistenza di “posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo”.

Comunicazione politica

Il Consiglio di Stato rammenta che vanno chiariti alcuni aspetti relativi al filtro nell’accesso alla programmazione in favore dei partiti e dei gruppi rappresentati in Parlamento, dei Consigli regionali, delle organizzazioni associative delle autonomie locali, dei sindacati nazionali, delle confessioni religiose, dei movimenti politici dotati di un sufficiente grado di rappresentatività. In particolare dev’essere precisata la modalità per determinare il criterio del “sufficiente grado di rappresentatività”.

RAI

Il parere chiede di specificare meglio le ragioni per le quali si sono ampliati i requisiti di accesso alla candidatura per l’elezione del componente del consiglio di amministrazione espresso dall’assemblea dei dipendenti della RAI Radiotelevisione italiana S.p.A. Nell’ambito dell’adeguamento della normativa vigente, si invita il Governo a valutare se tra le cause ostative all’accesso alla carica di membro del consiglio di amministrazione o alla sua conservazione debba essere introdotto il riferimento anche ai commissari straordinari del Governo, in sintonia con quanto previsto dalla legge sul conflitto di interessi (legge n. 215/2004), e se, nel procedimento di revoca dei componenti del consiglio di amministrazione, vada qualificato l’intervento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi come vero e proprio parere e non più come valutazione.

Agcom

Quanto alle previsioni su Agcom, ad avviso della Sezione il suo nuovo potere sanzionatorio in materia di violazioni delle norme sul diritto d’autore deve essere precisato e coordinato con le sanzioni esistenti. Oltre alle sanzioni a tutela dei minori, deve essere chiarito che le violazioni in materia di tutela dei diritti fondamentali e di accessibilità è sanzionata da Agcom anche nel caso in cui tali violazioni non riguardino i minori.

Precisazioni su sanzioni

“Deve essere infine precisato che Agcom applica le sanzioni non più con riferimento alle posizioni dominanti, ma con riguardo alle posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo – scrive il CdS nel parere – In questa prospettiva, anche i poteri sanzionatori di AGCOM concernenti i servizi di piattaforma per la condivisione di video vanno raccordati con il diverso grado di specificità dei vari precetti. In termini generali, andrà operata una revisione della entità delle sanzioni, anche nel loro limite massimo, che tenga ragionevolmente conto del valore e del tipo di bene di volta in volta tutelato, allo scopo di assicurarne, da un lato, la portata deterrente e, dall’altro, l’idoneità a contribuire ad un adeguato e coerente sviluppo del mercato dell’audiovisivo, secondo i criteri di proporzionalità, ragionevolezza ed efficacia“.

In collaborazione con: newslinet.com

Ne è convinto Bezos che lancia Amazon nel mercato dei televisori

Mentre in Italia il Ministero dello Sviluppo Economico si prepara ad avviare la procedura di attribuzione degli LCN, successivamente alla conclusione del processo di selezione dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA), le cui domande per la definizione delle graduatorie areale scadranno domani, 21/09/2021 (salvo per la regione Marche, il cui termine è il 05/10/2021), Jeff Bezos si accinge a rottamare il telecomando.

Bezos produttore di televisori….

Il colosso dell’e-commerce (e non solo, ormai) Amazon entra in competizione coi produttori dei televisori, lanciando una propria linea innovativa di tv da 43 e 75 pollici. Si parte dagli USA e dal Canada, dove la società di Jeff Besoz ha presentato Fire TV Omni, che integra lo stick Fire e tecnologia vocale nella tv connesse.

… senza telecomando

Si tratta, all’evidenza, di un televisore senza telecomando (o comunque dove quest’ultimo ha un ruolo marginale) e che costituirà (più di quanto lo sia già oggi) il centro dell’entertainment indoor con un all-in-one per streaming, tv via cavo (ed etere?), musica, giochi, viceoconferenza, ecc.

Alexa centro dell’entertainment

Attraverso l’interazione con l’intelligenza artificiale di Alexa, il tv di Amazon potrà essere pilotato anche se spento. E, soprattutto, non sarà necessario ricordare il numero del canale (LCN), potendo il programma essere identificato anche col nome o col suo specifico contenuto (singola trasmissione).

Cambiamento del modello di fruizione della tv

Una sfida per la revisione del modello classico di fruizione dei programmi televisivi che nei primi mercati colonizzati potrebbe portare al superamento dell’utilizzo del telecomando entro 5 anni.

Il podcast di Newslinet della settimana

In collaborazione con: newslinet.com

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